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Gay & Bisex

Il vicino che non ti aspetti ..parte 3


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
12.03.2026    |    2.065    |    1 9.8
"A cena, con la moglie Cinzia e i figli, cercava argomenti futili per nascondere la tensione..."
Breve riassunto parte 2 e 3....e poi...
Il silenzio della palazzina, in quella mattina qualunque, era quasi irreale. Francesco, cinquantacinque anni di certezze e una vita costruita sulla rispettabilità, era tornato sui suoi passi per un documento dimenticato. Ma appena svoltato l’angolo del vialetto, il cuore gli saltò un battito: la moto di suo figlio Federico, trent’anni di esuberanza, era lì, parcheggiata nell’ombra. Spinto da un’inquietudine sottile, entrò in casa senza far rumore. Appena varcata la soglia, il fragore della doccia e dei gemiti soffocati squarciò il silenzio. Si avvicinò al corridoio con passi felpati e, attraverso lo spiraglio della porta del bagno lasciata socchiusa, rimase pietrificato.
Dentro l’ampio box doccia, Federico stava possedendo con violenza animalesca Gabriele, il vicino del quarto piano. Vedere l’amico del jogging ridotto a un oggetto di piacere, mentre prendeva il figlio nella sua "figa anale" e lo spompinava con passione devota, scatenò in Francesco un cortocircuito. Nell’ombra del corridoio, preda di un’eccitazione proibita, si masturbò freneticamente finché i loro sguardi non si incrociarono attraverso il vetro appannato.Feancesco si allontano' di corsa e Gabriele non disse nulla a Federico.
Due giorni dopo, il confronto tra i due uomini si trasformò in un’alleanza di lussuria. Gabriele confessò il suo stile di vita libertino con la moglie Elvira e Federico. Francesco, confessando la frequentazione di club prive'. Travolto da una curiosità carnale mai provata, accettò l’invito a casa del vicino. Lì, Francesco possedette Gabriele con una rabbia che sapeva di sfida generazionale, marchiando il territorio già esplorato dal figlio. Ansimante sul corpo dell’amico, formulò la sua pretesa finale: «Voglio Elvira. Voglio sentire se anche lei troverà in me la stessa forza di mio figlio». Ma la brama era frenata dal terre: «Questa storia deve morire tra queste mura. Federico non deve mai sospettare nulla».
La mattina dell'appuntamento, approfittando dell’assenza di Federico e della moglie Cinzia, Francesco suonò al quarto piano con il cazzo già marmoreo. Gabriele lo accolse nudo; seguì un urto brutale di denti e lingue nell'ingresso, un bacio violento e viscido. Senza interrompere il contatto, Gabriele scivolò a terra per un pompino di venerazione: accoglieva l’intera lunghezza nella gola con risucchi profondi, strozzandosi con quella virilità così simile a quella di Federico. Poi, lo guidò in camera. Elvira era lì, bendata, messa a novanta gradi con il sedere offerto come un altare. Un plug vibrante le scuoteva i tessuti. Francesco iniziò con un cunnilingus selvaggio, finché lei non urlò: «Chiunque tu sia, fottimi!». La penetrò con un unico affondo sordo e brutale, alternando figa e ano con naturalezza sporca, mentre Gabriele si masturbava a pochi centimetri. L’esplosione finale fu violenta. Francesco sborrò dentro di lei, poi diede altri due colpi nel culo prima di sfilarsi e lasciare che Gabriele ripulisse con la lingua i genitali della moglie. Elvira lo guardò maliziosa: «Francesco... sei identico a Federico. Stessa veemenza, stesso cazzo... siete uguali lì sotto. Mi piacerebbe avervi entrambi.
Nei giorni seguenti, Francesco visse in uno stato di allerta perenne. A cena, con la moglie Cinzia e i figli, cercava argomenti futili per nascondere la tensione. Ma una sera uscì il discorso su Elvira e Gabriele. Cinzia criticò la disinvoltura nel vestire della vicina, ritenendola provocante. A Francesco gelò il sangue, ma Federico intervenne con disinvoltura: «Mamma, sei antica. È una bella donna ed è giusto che vesta come vuole. Anzi, fallo pure tu... vivi la tua femminilità con gioia». Salutò Francesco con un abbraccio e un sorriso che lo gelò: «Ciao papà, io vado a divertirmi», come se sapesse.
Rimasto solo con Cinzia, Francesco la approcciò: «Dai, non ha torto, sei una bella donna». Iniziò a toccarla, ma lei lo allontanò: «Smettila, ci sono i ragazzi. Magari dopo...». Più tardi, guardando un thriller erotico, Francesco ebbe un'erezione violenta. Si accorse che Cinzia era bagnata e la possedette sul divano, mettendola in ginocchio. Quella sera Cinzia era caldissima; si concesse analmente raggiungendo orgasmi favolosi. «È stato stupendo», disse lui. Lei annuì: «Perché non godere e vivere?». Quella frase impressionò Francesco, che iniziò a immaginare cose mai vissute.
La verità esplose la sera dopo. Federico affrontò il padre nello studio: «Smettila di scappare con gli occhi, papà. So tutto. Elvira si è lasciata sfuggire il tuo nome in un momento di estasi». Francesco provò uno sgomento mortificante, ma Federico lo rincuorò: «Tranquillo, il nostro segreto è al sicuro. Non ti giudico, ti ammiro. Domani a pranzo sono ospite da loro. Hanno chiesto di te. Vogliono vedere padre e figlio all'opera insieme. Vieni con me». Francesco, travolto da una complicità torbida, accettò.
L'indomani, al quarto piano, ogni inibizione cadde. Gabriele si mise in ginocchio e prese entrambi i cazzi, quello del padre e quello del figlio, in una fellatio doppia coordinata: Federico e Francesco si guardavano mentre il vicino accoglieva la loro virilità combinata. Poi toccò ad Elvira. stesa sul divano , venne presa contemporaneamente: Federico davanti e Francesco da dietro. I colpi dei bacini di padre e figlio risuonavano ritmici, le loro palle si scontrarono nel calore del corpo di Elvira. I loro sguardi si incrociarono sopra la donna, uniti da una potenza genetica identica che la faceva urlare.
Le posizioni si susseguirono: dominarono Gabriele a turno e usarono Elvira come un altare. Il gran finale vide padre e figlio sborrare insieme, inondando Elvira di un seme denso e condiviso, mentre Gabriele ripuliva con la lingua i genitali della moglie e dei suoi due padroni. Francesco si rivestì accanto a Federico. Non c'era più vergogna, solo una complicità indistruttibile. Uscendo, sapevano di essere ormai una trinità di segreti inconfessabili, pronti a guardarsi negli occhi con la consapevolezza di chi ha condiviso la stessa carne e lo stesso inesauribile desiderio.

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